Le mancanze di un prato

Da molto mi abita certezza
che non sia il destino
delle mie parole
esser seme che frutti.
Giustifica il rigurgito dell’anima
solo l’eucaristia
della forma in cui s’incarna.
Io mi ostino in versi banali
di lemmi triti, quotidiani;
non valgono più del prato
tagliato perché ci si stagli.
Dalla gramigna che curo
nemmeno m’aspetto
nasca l’infamia.
Il senso dell’erba
è solo esser verde.

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