Caleidoscopio a scolare

Da quanto sto seduto qui?
Il mondo, davanti, scorre.
Svuotando lentamente il peso nella mano,
da quanto guardo passare la vita?
Contare i battiti ha perso senso.
A lato del mio restare
cambiano i volti; io,
gambe piegate,
faccio il vetro più leggero.
Mi chiedo se  ho capito qualcosa,
ma non credo funzioni così.
Anestetizzato,
svelo l’estetica del trasparente
in cui guardare
caleidoscopico il tutto.
L’inutile bellezza del riflesso.
Per quanto ancora?
Il vetro non è vuoto,
e contare i battiti
ha perso senso.

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