Dissolvenza in bianco

Poi venne la neve,
e arrivò per prima.
Tinse in bianco la città allibita.
Preparò la scena.
Seguì la leggerezza,
regalo immotivato
dal bianco all’animo.
Solo i gargoyle,
assiepati tra le guglie
a piovere un’acqua che non cade,
sembravano schiacciati
dal peso algido di quel fantasma.
Non sapevo,
nella leggerezza dei fiocchi
ballerine del vento,
l’altro spettro
in attesa come sempre.

Il tedio di morte arrivò improvviso,
nero velo d’incredula cecità
sul bianco.
Il tedio di morte giunse inaspettato
secondo le sue leggi.
Infine fu ancora la neve
a restare, ultima.
Senza più speranza
vidi dissolversi l’angoscia,
con le parole lievi dell’ arrivederci.

E ora stiamo,
io e la neve,
nella ritrovata calma
di chi non ha più fiocchi
a danzare il cuore;
nella quiete di chi aspetta
per ricominciare.

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