Quello che non c’ho

C’ho pieno di vite incastrate
qui, nella pancia,
destinate a languire d’immaginazione.
E c’ho un sacco di libri
ma non saprò mai
quali andavano letti, o perché.
C’ho un mondo di musica
cui mi dovrei educare,
mi restano scampoli per rimembranza.
Poi posti, che non sono lì
e non torneranno:
son persi per sempre.
E riti di voci
non visti abbastanza;
risuonano ancora, ferisce il rimbombo.
C’ho il sogno d’un risveglio
che non faccia male,
lo porterei in banca maturasse interessi.
Più rimpianti che ricordi,
e anche questi ingrassati a rimpianto.
C’ho un lavoro che non va a cuor leggero,
il desiderio di un concerto,
il buco di un’assenza
e tanto troppo da riempire.
Tutto il resto, invece.

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