TANTALO

Che duro lavorìo, quale fatica,
ogni giorno, ogni notte, nella mente,
a persuaderti infine che la vita,
la specie sola esiste, e che non conta

la morte tua; quale segreta invidia
per l’esistere oscuro delle piante,
per il quieto accettare, la pigrizia
ottusa del più povero animale;

come aspra la voce, la coscienza,
a persuaderti infine che la Storia,
la Storia sola esiste, la Città;

e come tutto inutile, se pensi
alle razze sepolte senza gloria,
al male, alla vecchiaia, alla pietà.

Inutile: tu là
cercavi il Lete; ma più vero e forte
è il nodo che ti lega alla tua morte.

Adriano Guerrini, da Ventotto poesie

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