Il padiglione tra gli aranci

Una volpe, in un giardino,
guarda le stelle con un cannocchiale d’oro,
sul pontile steso nel lago quadrato.
Ha giocato a go.
Domani coglierà le arance.
Sarà sereno; non piove mai.
Una volpe finta porta avanti per me,
tutti i giorni,
una vita finta. Proiettata; sempre uguale.
Sorride.
Di chi sono la volpe?
La Novantuno, la Novanta,
linee di tristezza parallele al cuore.
Come tanti, faccia grigia. Musica o libro.
Ci sfioriamo, nulla più.
Ammassati a migliaia, per essere più soli.
Uno spiazzo vuoto, poche macchine.
Ragazzi difficili. Problemi più grandi.
Di chi curo il giardino?
Sorridi, saluta. Non scordare l’AT Field,
non attraversarne il campo.
Poi è notte. La volpe guarda le stelle.
Si dorme abbracciati ai propri incubi.
Quando morirò, dove andrà la volpe?
C’è un posto, per me, nel portico
sul lago quadrato?
Domani coglierò le arance.
Sarà sereno: piove costantemente.

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