Stralci di voci del Me

Sostanzialmente son solo,
ma comprai da bambino un sorriso di gomma:
finge bene il contrario.
Così mi dicono che no.
[Arte.]

Avanti e indietro,
pure i pacchi postali nell’andirivieni si perdono;
però ci impari qualcosa.
Cosa bene non so.
Forse a perdersi.
[Appunto.]

Nel novero delle colpe mi conto
una vita non abbastanza difficile,
i miei quasi trent’anni,
paure e stanchezze che non fanno medaglia,
la location, tentare a mio modo.
I tempi di recupero e il recupero dei tempi.
L’inopportuna speranza che qualcosa si possa.
La lezione dei pacchi.
[Ancora.]

Da scusarmi, tranquilli, ho sempre uno in più;
lo metto a bilancio.
[Abitudine.]

Imbandisco la tavola ai miei fantasmi.
[Adesso.]

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4 thoughts on “Stralci di voci del Me

  1. non la capisco e non mi piace non mi suona mai…riprovo: aaaahhh! scusa avevo letto male il son con non adesso la capisco di più ma continua a suonarmi poco nella testa poi ti dico la mia dividere in capoversi tipo 4ine o 6tine non è nelle mie visioni del ritmo: the rythm the rebel without a pause i’m lowering my level…e poi continua ma è l’inizio di “rebel without a pause” così come dev’essere il ritmo il ritmo non ammette pause boy! se non la pulsazione sparisce e come se si ferma il cuore si muore pensa al tuo cuore non è una stronzata ma il cuore non ha pause fino alla morte … e dopo è la morte e non te ne deve fregare più niente yo!

    ascolta: http://www.youtube.com/watch?v=-gZmd1aAsGM

    • Probabilmente questa non è bella. Sono il primo a dirlo. Questa, però, avevo proprio bisogno di buttarla fuori. Nel frattempo, comunque, è già cambiata.

  2. oh scusa trevi che dal tuo dubbio di ieri su ballottellli o weah (che comnuqneu per me il berlusca ha fatto la mossa di spender tutti quei soldi per perdere le elezioni e non per vincerle)…ti metto una poesia che ho scritto tempo fa non i ricordo neanche quando ma alcuni anni fa

    IL FASCISMO DAL FASCISMO
    di Christian Rizzi

    guardando il fascismo dal fascismo
    ne vedo tutta la mediatica creazione
    mi vedo come dentro una canzone
    non tipo faccetta nera
    ma tipo quella di pozzetto
    oppure quella di villaggio
    che nel film con la fenech
    sparge lo spray della bontà
    e tutti quanti siamo boni
    a mangiare i tortelloni
    un merito a tonino guerra
    che consiglia l’ottimismo
    che a guardare alla realtà
    qualcuno pensa all’aldilà
    e 14 artigiani in veneto
    ci han pensato seriamente
    e il paese forse mente
    nel mostrar tutta la gente
    nel paradiso intermittente
    dell’animale intelligente

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