Disamina naturalistica del processo erosivo

Ai sassi in divenire

Ci si dovrebbe monolitici, perfetti,
blocchi di pietra senza crepa.
Se si fa spazio all’acqua, entra,
che goccia a goccia niente sembra;
poi viene il freddo, figliano ghiaccio.
È lui che silenzioso vince.
Certo piano. Per parti.
Ma strappate. In fondo a brani.
Inattaccabile, inumano ti devi costruire,
non fosse le intenzioni almeno in faccia.
Rivestito. Protetto. Minerale.
Finto di maiolica vien bene.
Perché dov’è crepa è accesso
e ogni fenditura è porta a lama.
Il masso spolvera ridicolo,
diventa ciotolo sbattuto.
E alla fine ecco che rimane:
il respiro lento dell’incurante mare.

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