A volte la mia terra

Al largo
piatta brilla in diversa luce
una striscia di bonaccia.
Più a costa onde brevi;
due gozzi calano reti
al passo lento dei villeggianti.
Tra nuvole immobili e immote montagne
gabbiani muovono le ali.
Fanno ulivi nutriti a salsedine
orto placido per l’alto sguardo
d’una madonna in cupola,
tra le case a benedire
il silenzio delle case.
E negli occhi dei due marinai
screziato splende il fondale di scena.
Quaggiù anche il tempo
si frange, respira,
nel muto concerto
della concordia del tutto.

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