Il sentiero dei maestri

Saltano. Spingono. Urlano.
Sono massa.
Assediano il microfono:
vogliono voce.
Assaltano il loro idolo:
vogliono carne.
Lacerarlo. Ucciderlo. Sbranarlo.
Ama il tuo dio, ammazza il tuo dio
per credere in lui e non averlo tra i piedi.
Un dio da interpretare per essere Dio.

Eppure sono vita.

Pulsano rigonfi di carne,
generano movimento,
fremono. E io,
che vivo di parole sulla carta,
sussurrate,
ho idea di camminare
su un sentiero che fu fiorito
e più non è.
I fili secchi dell’erba morta
scricchiolano sotto i miei passi,
vergognosi.
E la parola dei maestri
ingiallisce
sul cammino.

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