C’È QUALCOSA DA CAPIRE

L’ultimo prete inca, avvicinando la morte,
radunò attorno a sé i pochi superstiti.
Le mani quasi giunte,
su un arbusto mai visto sedeva accovacciato sulla terra.
«Imparerete a amarla in pace e in guerra.»
«Imparerete a amarla in pace e in guerra.»
«Imparerete a amarla in pace e in guerra.»

Grigie pietre le strade lastricate,
grigie pietre le case inutilmente fortificate.
Fessure i volti bruni di sole,
sole tra tessuti sgargianti di colore.
«È vostra questa pianta, dono del creatore.
A lui salga la lode, voi che pagate crudele salvatore.
Voi che pagate crudele salvatore.»

E gli occhi suoi già stanchi prendevano commiato
velando con lo sguardo
le mille meraviglie del creato,
le mille meraviglie del creato.
«In alto trasparente, denso, il cielo immobile, vicino.
In basso umide nuvole,
rumore di foresta lontano, lontano, lontano.
Renderà sopportate fame, fatica, orrore;
le vostre sofferenze allevierà, amate creature.
Vi terrà compagnia quando sarete soli di necessità.
Per ultimo – non ultimo – li polverizzerà.
Per ultimo – non ultimo – li polverizzerà.
Per ultimo – non ultimo – li polverizzerà.
Li polverizzerà. Li polverizzerà.»

Se ne presero cura devota, silenziosa:
impotente difesa, masticata preghiera.
Nei secoli fedeli, senza speranza, qualche parola stanca.
Un prete, un dono, una divinazione…
Qualcuno, senza merito, ne canta la canzone.
Qualcuno, senza merito, ne canta la canzone.
Ne canta la canzone. Ne canta la canzone.

Non si sa mai: c’è qualcosa da capire,
per quanto il senso sia difficile da dire,
difficile da dire, per quanto il senso sia,
c’è qualcosa da capire, non si sa mai.
Non si sa mai: c’è qualcosa da capire,
per quanto il senso sia difficile da dire,
difficile da dire, per quanto il senso sia,
c’è qualcosa da capire, non si sa mai.

Impotente difesa, masticata preghiera;
rende sopportate fame, fatica, orrore;
le sofferenze allevia, amate creature;
tiene al caldo chi è solo di necessità.
Per ultimo – non ultimo – li polverizzerà.
Per ultimo – non ultimo – li polverizzerà.
Per ultimo – non ultimo – li polverizzerà.
Li polverizzerà. Li polverizzerà.

Non si sa mai: c’è qualcosa da capire,
per quanto il senso sia difficile da dire,
difficile da dire, per quanto il senso sia,
c’è qualcosa da capire, non si sa mai.
Non si sa mai: c’è qualcosa da capire,
per quanto il senso sia difficile da dire,
difficile da dire, per quanto il senso sia,
c’è qualcosa da capire, non si sa mai.

Impotente difesa, masticata preghiera;
rende sopportate fame, fatica, orrore;
le sofferenze allevia, amate creature;
tiene al caldo chi è solo di necessità.
Per ultimo – non ultimo – li polverizzerà.
Per ultimo – non ultimo – li polverizzerà.
Per ultimo – non ultimo – li polverizzerà.
Per ultimo – non ultimo – li polverizzerà.
Li poverizzerà. Li polverizzerà.
Li poverizzerà. Li polverizzerà.

C.S.I., Polvere, da Noi non ci saremo vol. 2

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