A CHE TI ERGI, O COLOSSO, DALLE NEBBIE MATTUTINE

Alla finestra sinistra appare Uebelohe, resta il solo visibile sulla scena, con un elmo ammaccato sulla testa, una lancia contorta nella destra, continuamente immerso nell’ombra rotante di un mulino.

UEBELOHE:
A che ti ergi, o colosso, dalle nebbie mattutine
che ampie si stendono sulla piana di Montiel
A che immergi, con le rotanti braccia, il capo altero
Nel sole
Che a me di fronte
Scala i monti catalani, sfuggito alla notte

Vedi me, o mulino, gigante dalle crocchianti
mascelle e dal ventre gonfio di popoli
Sbranati dalla tua ala sanguinosa

Vedi Don Chisciotte della Mancia,
Che un oste ubriaco fece cavaliere,
E che ama una porcara nel Toboso

Umiliato assai e assai deriso
Eppur ti sfida.

E dunque sia!

Quando ci sollevi con mano rombante
uomo e cavallo, due tristi figure
e ci scagli nell’argento liquido
di questo cielo di cristallo:

Al di sopra della tua gran mole
Io precipito con il mio ronzino
Nell’abisso ardente dell’infinito

Un’eterna commedia

Affinché la gloria di Lui risplenda
Nutrita della nostra impotenza.

Il conte Bodone di Uebelohe-Zabernsee, decaduto signore di Marienzorn presso Bunzendorf, nel monologo finale di Il matrimonio del signor Mississippi, di Friedrich Dürrenmatt

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...