CI SONO STATO, NON SO QUANDO (O È STATO

Ci sono stato, non so quando (o è stato
un altro, e io ero l’altro): la vetrata
luminosa, tranquilla, colorata
appena, grigio su rosa, dal lato

d’un eterno crepuscolo… e al di là
d’un paravento o d’una tenda i flebili
cinguettii, i fiochi stridi di invisibili
rianimandi… È un miracolo se va

fino al turno di guardia della sera,
se ce la fa a raggiungere lo spigolo
più lontano del comodino il calcolo
del respiro. E in compenso come è vera

e vasta la gioia, come consente
lieta la mente al parlottio del niente.

Giovanni Raboni, da Quare tristis

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