KAWORU, SHINJI E LA SOLITUDINE #NGE

Citazione

Kaworu: Stai strenuamente evitando il contatto di primo grado, direi. Tu hai paura di toccare il tuo prossimo? Senza conoscere altre persone non è possibile né tradirsi né ferirsi l’un l’altro. Però… non è neanche possibile dimenticare la solitudine. Gli esseri umani non potranno mai affrancarsi dalla solitudine. Del resto, ogni uomo è comunque solo. Ed è soltanto poiché è possibile dimenticarlo che gli uomini riescono a vivere. (pogia una mano su quella di Shinji)
Shinji: Oh… (silenzio, poi si spengono le luci) È l’ora.
Kaworu: Già tutto finito?
Shinji: Mhmh. Adesso dobbiamo andare a dormire.
Kaworu: Insieme?
Shinji: Eh…? Ah, no! Kaworu, credo che per te sia stata predisposta una stanza. Personale.
Kaworu: Capisco. Gli esseri umani provano continuamente dolore dell’animo. È perché l’animo soffre tanto facilmente che anche il vivere risulta doloroso. E, in particolare, il tuo animo è delicato come il vetro.
Shinji: Il mio animo?
Kaworu: Esatto. Meritevole d’affezione.
Shinji: Affezione?
Kaworu: Cioè, ti voglio bene.

渚 カヲル (Nagisa Kaworu) a 碇 シンジ (Ikari Shinji), in 新世紀エヴァンゲリオン (Shin seiki Evangerion – Neon genesis Evangelion), ep. 24, 最後のシ者 (Saigo no shisha – L’ultimo messaggero sacrificale / The Beginning and the End, or “Knockin’ on Heaven’s Door”), director’s cut version, min. 0:31:01-0:32:04

da 新世紀エヴァンゲリオン 原画集 Vol.3 (Groundwork of Evangelion vol. 3), p. 188

Shinji Ikari e Kaworu Nagisa, da 新世紀エヴァンゲリオン 原画集 Vol.3 (Groundwork of Evangelion vol. 3), p. 188

IL CORTO BASTONE DI SHUZAN

Citazione

Shuzan mostrò il suo corto bastone e disse: «Se questo lo chiamate un bastone corto, vi opponete alla sua realtà. Se non lo chiamate un bastone corto, ignorate il fatto. Orbene, come volete chiamarlo?».

Commento di Mumon: Se voi lo chiamate un bastone corto, vi opponete alla sua realtà. Se non lo chiamate un bastone corto, ignorate il fatto. Esso non può essere definito con parole e non può essere definito senza parole. Ora dite presto che cos’è.

Alzando il suo corto bastone,
diede un ordine di vita o di morte.
Positivo e negativo intrecciati,
Neanche i Buddha e i patriarchi possono sfuggire a quest’attacco.

Mumon, da La porta senza porta

NIENTE ESISTE

Citazione

Quando era un giovane studente di Zen, Yamaoka Tesshu andava sempre a trovare tutti i maestri. andò a far visita a Dokuon di Shokoku.
Volendo mostrare la sua preparazione, disse: «La mente, Buddha e gli esseri senzienti, in fondo, non esistono. La vera natura dei fenomeni è il vuoto. Non c’è nessuna realizzazione, nessuna illusione, nessun saggio, nessuna mediocrità. Non c’è nessuno che dia e niente che si riceva».
Dokuon, che stava fumando in silenzio, non fece commenti. Tutt’a un tratto colpì Yamaoka con la sua pipa di bambù. Questo fece arrabbiare moltissimo il giovane.
«Se niente esiste,» domandò Dokuon «da dove viene questa tua collera?»

Racconto n. 82, da 101 storie Zen

Ima koko ni

Citazione

今ここにかへりみすればわがなさけ闇をおそれぬめしひに似たり。

Ima koko ni
Kaherimi sureba
Waga nasake
Yami o osorenu
Meshihi ni nitari.

Se qui adesso
ripenso al percorso
della mia passione –
somigliavo a un cieco
senza paura del buio.

与謝野 晶子 (Yosano Akiko – 1878-1942), da みだれ髪 (Midaregami), in Il muschio e la rugiada

SUTRA DEL CUORE DELLA GRANDE PERFEZIONE DELLA CONOSCENZA

Citazione

Il bodhisattva Avalokiteśvara pratica la profonda Prajñāpāramitā.
In quel momento egli vede chiaramente che i cinque skandha sono vuoti ed è liberato da tutta l’angoscia e la sofferenza.
«Oh Śāripūtra, la forma non è altro che vuoto, il vuoto non è altro che forma. Forma è vuoto, vuoto è forma.
Ed è lo stesso per sensazione, percezione, ideazione e coscienza.
Oh Śāripūtra, tutte le cose sono vuote.
Esse sono non nate, non distrutte, non contaminate e non pure; non aumentano né diminuiscono.
Quindi Śāripūtra, nel vuoto non c’è forma, né sensazione, né percezione, né ideazione, né coscienza; non c’è occhio, orecchio, naso, lingua, corpo, mente; non c’è forma, suono, odore, gusto, tatto, oggetto; non c’è coscienza del vedere, e così via fino a non c’è una coscienza della mente; non c’è ignoranza né fine dell’ignoranza, e così via fino a non ci sono vecchiaia e morte, né fine di vecchiaia e morte; non c’è dolore, origine, cessazione, via; non c’è saggezza né realizzazione né non-realizzazione.
Dal momento che egli non ha nulla da realizzare, è un bodhisattva.
[…]»

MISHIMA, LA LETTERATURA, I SAMURAI E LA PLASTICA MARMORIZZATA

Citazione

Qualcuno obietterà: «Ma per quale motivo tu, che sei un intellettuale, non ti limiti a un’attività verbale?». Come uomo di lettere so fin troppo bene che in Giappone tutte le parole hanno perduto il loro peso, sono divenute false e prive di trasparenza, come quella plastica che imita il marmo, e vengono utilizzate in modo che un concetto ne mascheri un altro, così da procurarsi un alibi per ogni forma di fuga. Quale uomo di lettere io credo soltanto nelle parole perfettamente false delle opere letterarie; come accennai, sono convinto che la letteratura sia un mondo assolutamente estraneo alla lotta e alla responsabilità. È questo il motivo che m’induce ad amare, della letteratura giapponese, soprattutto la tradizione della raffinatezza. Se tutte le parole che riguardano l’azione si sono corrotte, per resuscitare l’altra tradizione del Giappone, il mondo dei guerrieri e dei samurai, è necessario agire in silenzio, senza l’ausilio delle parole, rassegnandosi a ogni possibile fraintendimento. Nel mio animo si celava già da tempo la convinzione che, come ritenevano i samurai, giustificare se stessi sia un atto di viltà.

Yukio Mishima, da L’Associazione degli Scudi, in Lezioni spirituali per giovani samurai

NARUKAMI NO SUKOSHI TOYOMITE

Citazione

なるかみのすこしとよみて
さしくもり
雨もくらぬか
きみのとどめ

なるかみのすこしとよみて
ふらずとも
われわとまらむ
いもしとどめば

 

narukami no sukoshi toyomite
sashi kumori
ame mo kuranuka
kimi no todome

narukami no sukoshi toyomite
furazu to mo
warewa tomaramu
imoshi todomeba

 

Il debole suono di un tuono,
il cielo carico di nubi.
Forse pioverà.
E allora, resterai con me?

Il debole suono di un tuono.
Anche se non piovesse
resterò qui,
con te.

Tanka, dal 万葉集 (Man’yoshu – La raccolta di diecimila foglie)

 

da 言の葉の庭 (koto no ha no niwa - Il giardino delle parole), di 新海誠 (Shinkai Makoto)

da 言の葉の庭 (koto no ha no niwa – Il giardino delle parole), di 新海誠 (Shinkai Makoto)