Chi sogna il sogno?

«È solo il Re Rosso che russa» disse Tweedledee.
[…]
«In questo momento sta sognando» disse Tweedledee; «secondo te cosa sogna?»
Alice disse: «Questo non può dirlo nessuno».
«Ma sogna te» esclamò Tweedledee, battendo trionfante le mani. «E se smettesse di sognarti, dove credi che saresti?»
«Dove sono ora, naturalmente» disse Alice.
«Macché!» ribatté Tweedledee con disprezzo. «Tu non saresti più in nessun posto. Tu non sei che una specie di cosa nel suo sogno!»

Da Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò, di Lewis Carrol.

Insomma, chi è che sogna ‘sti sogni di quaggiùdentro? Vuoi dirmi che c’è un uno a sognare sogni così, che di onirico o progettistico poi hanno ben poco, e infatti pure il titolo del blog, boh…? Roba che potrebbe essersi raggrumata spontaneamente, addensandosi dalla nube dell’internet dei minimi minori, e non giustifica la pseudofatica di metterla assieme. Certo che c’è: son io.
Io, che dal 1983 vivo lo spazio senza tempo di una cittadina di riviera ligure, incastrata tra mare e monti, tra Savona e Genova.
Io, che sono curioso di tutto ma mi appassiono davvero solo a questioni marginali e un po’ creepy: poesia, letteratura, cartoni animati, fumetti, barche a vela, filologia, medievalistica, giochi di ruolo… I libri. Il Giappone, che meglio di niente sulla cartina sta in fondo a destra.
Io, che ho pensato bene di andarmene a studiare a Milano per poi cercarmici un lavoro, e ci sono pure restato una decina d’anni. Solo che come facoltà ho scelto l’inapplicabile per antonomasia Lettere moderne, poi una bella tesi su una collana di classici Einaudi e alla fine ho puntato l’editoria, l’Empire à la fin de la décadence. Così adesso faccio il redattore freelance (dirsi precari, ormai, non dà nemmeno più gusto). Di buono c’è, almeno, che così il belino me lo porto già menato da casa, come dicono dalle mie parti.
Io, che per essere davvero nerd mi mancano gli studi scientifici, e dei Sei pezzi facili di Feynman non ho mai superato il quarto. Io, che volevo essere Haran Banjo, ma poi la robotica si è misteriosamente arenata prima di giungere al gigantismo e l’energia solare l’hanno relegata ai pannelli sul tetto anziché alimentarci potentissime armi finali. E senza la Mach Patrol la bionda e la mora me le sogno, che ve lo dico a fare.
Io, che non pago di generare sbadigli via blog, lo faccio anche su Twitter e Anobii (cioè qui e qui). Ma su Facebook, no, ho smesso: m’annoiavo da me.
Insomma, io. Eccomi qua.
Ma poi, sei tanto sicuro di non essere tu, a sognare me?

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